Il nome scelto per questo progetto è un tributo al filone di architettura che nei primi anni del novecento aveva teorizzato l’existence-minimum, qui declinato in una particolare tipologia di residenza popolare nata nel secondo dopoguerra e riletto in chiave moderna.


Il progetto consisteva nel ristrutturare internamente una piccola abitazione a schiera degli anni cinquanta del novecento, così da renderla accogliente e adatta allo stile di vita di una famiglia contemporanea. Un’altra richiesta dei clienti era quella di intervenire sulla casa in un’ottica di ecocompatibilità.

Di conseguenza, il vecchio riscaldamento a termosifoni è stato sostituito con un impianto radiante a pavimento, abbinato una pompa di calore, alimentata da pannelli fotovoltaici in copertura. Il risultato è stato positivo sotto diversi punti di vista: ne hanno beneficiato il comfort abitativo e la qualità dello spazio interno dei locali, mentre sono stati drasticamente ridotti i costi legati ai consumi energetici per scaldare e raffrescare la casa.

In origine, la scala interna che connette il piano terra e il piano primo era in graniglia di cemento, molto in voga negli anni cinquanta e sessanta, grazie al suo costo ridotto e alla durata nel tempo. Per dare un taglio contemporaneo alla scala, è stato disegnato un rivestimento in legno abbinato ad un parapetto metallico. Questa soluzione è unica nel suo genere, in quanto progettata ad-hoc e realizzata grazie a preziose collaborazioni con maestranze locali specializzate.

Nella camera matrimoniale, in sostituzione delle più tradizionali abat-jour sui comodini, è stato pensato un sistema di illuminazione indiretta led, per dare un tocco originale e minimale anche a questa stanza.